Mare

Mare

Le musiche a stormo,
Acute come strilli di arpie
In una calda azzurrità marina
Di frastornate aspettative
Che corrono ottuse incontro
Alla voglia di desiderio in
Un mare annegato dal progresso,
Da conchiglie made in China
Da bottiglie usa e getta;
Un mare di onde standard,
Omologate al divertimento
Un mare che non sa e non vuol sapere,
Un mare che si lascia calpestare.
Dolce tenue azzurrità
Che solo esisti nell’infinito bambino,
Perversa atrocità di ripetizione
Nell’adulto cretino;
Mare mare, sole sole,
Mare che muovi le vele,
Mare che sopporti lo skipper
Che ti calpesta col suo clipper;
Mare innocente,
Tu che sopporti paziente
Tirami fuori da questo niente,
Navigami ad un futuro.

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OTIUM OMNIA VINCIT