Articolo di Eric Bandini, 11/11/2025
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È legale il Sistema?
Per esempio, e giusto per introdurre l’argomento, si è presa la contravvenzione tramite rilevazione autovelox, per controllo automatico semaforico, per altro controllo automatizzato, eccetera.
Ok. Pagata la contravvenzione (200, o forse 250/300 euro?) in allegato alla notifica c’è un formulario che l’autorità chiede di compilare e rispedire con indicato il nome e i dati del conducente a cui detrarre i relativi punti dalla patente di guida; in alternativa il destinatario della missiva di contestazione (il proprietario del veicolo, perché il sistema non identifica il guidatore e rivolge la contestazione all’unico soggetto che può individuare) può sollevarsi dall’obbligo di delazione pagando una sovra multa di Euro=300,00= (con bollettino [già] allegato?), che non di rado viene bypassata citando il nonno, che non guida più, la suocera, che ha la patente ma non è in condizioni per guidare, eccetera.
È legittima questa richiesta?
Per fare un’ipotesi si supponga un immaginario imputato di omicidio e/o spaccio e/o altro, eccetera, il quale, interrogato, si avvale della facoltà di non rispondere. Sono certo che codesto immaginario imputato (non di infrazioni amministrative, ma di crimini) per potersi avvalere della facoltà di non rispondere non ha pagato, e non pagherà i =300,00= Euro in alternativa alla delazione coatta. Esso immaginario imputato si avvale della facoltà di non rispondere a gratis.
È legittimo questo in riferimento a quanto sopra? O, nel caso, viene bypassato il diritto umano in favore di un sistema “automatico”?
Chi scrive non è pratico di cose legali, ma in termini logici non pare razionale, né legittimo, contravvenzionare il cittadino che non vuole denunciare sé stesso, né un amico, né un parente; non per un reato, ma in merito a violazione amministrativa del codice della strada.
Dietro a tutto ciò, non visto e non considerato (perché oramai ci siamo dentro inesorabilmente), c’è il sistema informatico e tecnologico di rapporto e gestione dei cittadini, i quali, è vero che possono usare il sistema anche per i loro scopi, ma è altrettanto vero che non hanno alternativa alla fruizione burocratica del sistema.
In termini pratici, se l’autorità rileva una infrazione (amministrativa, notare questo per il caso qui considerato) e non identifica il trasgressore, essa autorità non può (o almeno non dovrebbe ) obbligare alla delazione l’unico referente (nel caso il proprietario del veicolo) obbligandolo a pagamento pecuniario per omettere la denuncia di sé stesso o di altri; stante il fatto che il proprietario del veicolo, in certi casi, potrebbe anche non ricordare a chi ha lasciato guidare la vettura. La notifica di contravvenzione perviene circa un mese dopo l’infrazione eventuale.
Non secondo il fatto che la verifica dell’infrazione, in tutti i suoi elementi, compete all’autorità che la commina, e se la sunnominata “Autorità” obbliga alla (auto) delazione, significa che non ha gli elementi per accusare, «personalmente» (ovvero ad personam), alcuna persona di alcuna infrazione.
Questo metodo nasconde «il sistema», da cui il cittadino utente non ha scampo. I sistemi informatici e tecnologici di controllo, tanto della viabilità quanto della popolazione, sono sostanzialmente privi di personalità giuridica, sono delle macchine, degli automatismi senza responsabilità, e l’umano dietro l’apparato (l’operatore, per conto dell’Autorità) impone sui suoi simili qualcosa che nessuno può identificare. Chi è il “sistema informatico”? Chi (quale persona, o responsabile effettivo) ne è in comando? Chi è l’autovelox? Chi è che chiede il pagamento per omettere di denunciare o auto-denunciarsi?
Nessun agente (essere vivente), nel momento presunto, ha contestato direttamente alcunché. Per cui nessuno, dell’Autorità in relazione alla contestazione di infrazione, è identificabile, e se si prova a chiedere si avrà risposta che questo è il sistema, che non c’è nulla da fare, che bisogna pagare e tacere, perché il sistema è amministrato da amministratori che amministrano ma che non si sa chi siano e nemmeno sono consultabili, né si sa dove sono e/o se sono esseri viventi e non macchine. Il sistema automatizzato gestisce anonimamente, laddove «la» legge è affare tra umani, persone reali e viventi. È evidente che il sistema, così impostato, equipara indifferentemente gli umani e le macchine tramite l’azione di relazioni automatizzate. Ciò che sembra cancellare il diritto di essere un pari fra i pari (la macchina si sovrappone al diritto), qualcosa senza cui nessuna legge è davvero legale.
Il sistema, è quindi massimalista? Questo in termini letterari. Oppure siamo ignari in un sistema totalitario globale?
L’individuo è preso nella tecnologia senza scampo.
Esagerazione? Si può pensare, al tempo corrente, di vivere, in termini amministrativi e burocratici, senza connessione internet, senza computer, senza smartphone e relativa connessione, eccetera? Codesti strumenti sono di fatto diventati obbligatori, è un monopolio digitale, per cui quale possibilità si avrebbe di farne a meno nei confronti della «”Società Civile”» che, nel caso, chiede di autodenunciarsi se la Sua Amministrazione Automatica & Automatizzata non ha la possibilità di individuare la persona reale?
In merito all’autodenuncia per individuare il guidatore, si aprirebbe la ridicola ipotesi di doversi coerentemente autodenunciare ogni volta che si parcheggia in doppia fila, o contro mano, o senza disco orario, o altro. La cosa elevata a sistema diventa comica; si chiede di autodenunciarsi perché l’autorità automatizzata non è in grado di identificare l’eventuale responsabile.
È l’essere umano che ha dei diritti, anche nelle infrazioni, la macchina è una macchina, e basta.
La Legge è affare di umani fra umani, laddove la macchina tratta gli umani come animali in batteria.
Si pone una domanda, esiste in tutto ciò la “parità del diritto”?
P. S.: È noto l’avvento (Prossimo? O già in atto?) di veicoli senza conducente a guida automatizzata. Ora, nel caso di infrazione da parte di codesta automazione veicolare, sulla patente di chi verrebbero detratti i punti? E a chi sarebbe imposto di fare delazione obbligatoria? E a chi verrebbero esatti i trecento Euri per la mancata delazione coatta? E per conto e in nome di chi o cosa? E nella responsabilità di chi o cosa? E, nel caso, la “parità del diritto” (umano) assumerebbe il senso dell’uguaglianza dell’essere umano con la macchina?
Immagini create da «Intelligenza artificiale». Grazie.
P. P. S.: Cito il concetto espresso da un certo padre Rapier, gesuita, ne “L’arcobaleno della gravità”, di Thomas Pynchon, circa la massa critica: «Una volta che i mezzi tecnici di controllo abbiano raggiunto una certa dimensione, un cero grado di connessione reciproca, le probabilità di arrivare alla libertà sono andate per sempre».
In fondo, questo articolo è solo letteratura…
…o forse no?
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Eric Bandini, 11/11/2025