Buchi storici

Articolo di Eric Bandini, Copyright 2026

Tre uomini affiancati che sembrano nascondersi, in bianco e nero, con un muro crepato sullo sfondo.

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Guidare la macchina (la cui più corretta dizione sarebbe “vettura”, in quanto «macchina» è, e può definirsi, qualunque dispositivo automatizzato/automatizzabile [un’altra possibile dizione sarebbe “automobile”, ma visto che la si deve guidare, dove starebbe «l’auto» mobilismo? Nell’auto o nel guidatore?]), nulla di nuovo né di eclatante, milioni di persone in questo paese e nel mondo “guidano la macchina”. E questo è un fatto.

La macchina (si evita di usare la corretta dizione, in quanto «vettura» pare reclamare la presenza di un vetturino, in merito al quale, per quanto auspicabile nella persona identificabile nel sostantivo di chauffeur, pochi eletti “automobilisti” sono realmente “mobilizzati-in-auto” senza dover guidare, tutti gli altri devono auto-mobilizzarsi tramite il mezzo [parafrasando Mashall McLuhan, il mezzo è il passaggio]) rende mobili, non come la donna, ma oggettivamente “trasporta”.

Uomo sorridente alla guida di un'auto decappottabile su una strada panoramica.

Ciò posto, e siccome “si guida”, si fa, e si deve fare attenzione a dove si guida la macchina, poiché quel romantico, narrativo, nonché orribilmente lirico oggetto che è «il nastro d’asfalto», nasconde insidie. Buchi ,per la precisione; buchi sul romantico nastro d’asfalto (si cita qui la sequela di sinonimi forniti da I. A.: Filo nero della strada, Serpente d’asfalto, Lama scura che taglia la pianura, Striscia d’ombra che attraversa il mondo, Nastro notturno della via, Fettuccia di viaggio, Pelle scura della terra, Linea che guida l’orizzonte, Sentiero di pece, Traccia scura del cammino, Arteria nera del mondo, Cicatrice d’asfalto, Vena scura che pulsa sotto il cielo, Strada-fiume di pietra, Corrente nera del destino, e altre facili, comuni e banali amenità)

Ora, codesti buchi sono tanti e tali che molti, se non moltissimi, sono presumibilmente tutelati dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio, poiché altrimenti non si capisce perché nessuno tenti di stendere un pietoso velo d’asfalto, nuovo s’intende. In merito ai sinonimi del “velo d’asfalto” ci si appella qui, letterariamente e direttamente, al pietoso velo metaforico.

In effetti, codesti buchi sono lì da tanto tempo che hanno ragione storica e culturale, radici sociali e di identità locale: Buco, dunque sono.

Per certo il conducente medio ne conosce parecchi nei suoi percorsi da utente della strada, sa come aggirarli (non tutti, a dire il vero, e a volte se li becca in pieno gli scappa detto qualcosa per cui gli compete una permanenza gratuita nei locali del purgatorio, ove presumibilmente gli terranno un corso di moooolte settimane sul corso storico, urbanistico, sociale, culturale, ecceterale dei buchi [Storici] sull’asfalto), e a volte, anzi spesso, si nota che alcuni di codesti “Buchi Storici” sono deturpati da presuntuoso catrame a freddo, il quale fa montagnola, e il buco da concavo diviene convesso, con buona pace per l’utente che sopra vi transita, rimbalzando.

Un uomo sorridente alla guida di un'auto sportiva su una strada panoramica.

Si presume che l’autore, o gli autori di codesti rattoppi a freddo, o comunque improvvisati, saranno redarguiti a dovere, sì, insomma, guastare un bene artistico e architettonico…

Eric Bandini

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Un'immagine di un buco nero circondato da un disco di accrescimento luminoso, con tonalità di arancione e blu sovrapposte su uno sfondo scuro.

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