Il pifferaio magico

o, “Il Pifferaio di Hamelin”

Una possibile interpretazione

Articolo di Eric Bandini – 23/07/2022

Copyright: Eric Bandini – 2022

È nota la storia, favolesca, dei fratelli Grimm; una “storia” che lascia come insoddisfatti, perché i bambini, trascinati dal Pifferaio Magico, spariscono nelle entraglie cavernose di una montagna. Come di solito accade occorre partire da un “possibile” inizio, ed è perciò necessario un ultrabrevissimo sunto della già brevissima storia.

L’antefatto sarebbe il seguente. Un giovane suonatore di piffero entra nella città di Hamelin (oggi verosimilmente “Hameln”) e si dispone alla sua semplice attività. Notata dal borgomastro (il “sindaco”, in termini italiani), codesta attività suscita curiosità; il borgomastro-sindaco inquisisce il giovane e parlando lo informa dei gravi problemi che i ratti e i topi arrecano alla città. Il giovane “pifferaio” dice al borgomastro che lui, il “giovane pifferaio”, può liberare la città di Hamelin dal flagello dei topi, ma vuole un compenso di mille monete d’oro.

Banconota da 1’ooo Marchi (con i fratelli Grimm)

Il borgomastro accetta la prestazione e il relativo pagamento.

Il Pifferaio (Magico?) attua la sua opera derattizzante trascinando con sé tutti i topi della città di Hamelin-Hameln; poi torna per reclamare dal borgomastro-sindaco il guiderdone pattuito. Ma il borgomastro – sindaco dice chiaro e tondo che non lo pagherà. Il Pifferaio (Magico?) torna dopo qualche tempo a suonare il suo piffero nella città di Hamelin trascinando con sé tutti i bambini della città per farli “sparire” in una misteriosa apertura sulle pendici di una montagna non distante, la quale si richiude impedendo la ri-connessione della popolazione di Hamelin con i bambini.

James Elder Christie – Olio Su Tela

Alcuni antefatti “storici” si rendono indispensabili.

La città di Hamelin-Hameln si trova nel nord della Germania non molto distante sia dal Mare del Nord, sia dai Paesi Bassi (Olanda, Belgio, Lussemburgo), e nel basso medioevo (1200 – 1400 a. C.) era di fatto inclusa nella coalizione commerciale delle città anseatiche, una potente consorteria di commerci, di traffici navali e di scambi commerciali, e tale situazione avrà certamente lasciato degli strascichi e delle conseguenze nella concezione dei rapporti non solo commerciali, ma anche umani.

Area della Lega Anseatica intorno al 1400

I fratelli Grimm si collocano storicamente tra la fine del XVIII° secolo e la prima metà del XIX° secolo, momento storico dalla prospettiva del quale era già ampiamente possibile sovrapporre la consorteria anseatica con la riforma protestante per indurre a considerare il “valore” del denaro come un succedaneo dell’attività umana intesa come “lavoro” e “produttività”. Nella riforma protestante il lavoro dell’essere umano è uno strumento di accesso alla grazia divina, e il denaro costì ricavato ed ottenuto è una specie di gratifica nel seno della volontà divina, una specie di anticipazione della “salvezza eterna”; ma l’onestà e la parsimonia non andavano – e non vanno – affatto disgiunte dalla coerenza e dal rispetto dei “patti”; l’inganno e/o la ingiusta ricusazione, nella concezione protestante, si ritorcono contro l’attuatore della frode.

“Favolisticamente” parlando la diretta punizione del borgo di Hamelin come del borgomastro–sindaco non sarebbe, in termini letterari e/o logici, un esito reale e/o auspicabile in ordine ad un giudizio secolare, quanto lo sarebbe piuttosto (“favolisticamente” parlando”) la sottrazione del futuro della città di Hamelin come conseguenza dell’incongruo rifiuto al rispetto dei patti.

I bambini non sono l’oggetto della vendicativa reprimenda del “Pifferaio Magico”, ma rappresentano l’esito “favolistico” della inottemperanza da parte del borgomastro-sindaco; il “Pifferaio Magico” sottrae alla città di Hamelin il futuro della città stessa (i bambini), la quale – la città di Hamelin – nella persona del borgomastro-sindaco non ha rispettato i termini pattuiti ingannando lo stesso Pifferaio con una promessa non mantenuta.

È evidente che non è qui in gioco il valore pecuniario – le “mille monete d’oro” –, quanto il rispetto “commerciale” di un accordo i cui termini erano pattuiti e stabiliti. È altresì evidente che “il” denaro non è l’oggetto del contendere (il denaro non esiste “come oggetto” in sé e per sé…), ossia le mille monete d’oro, quanto piuttosto la negazione di quanto pattuito. Il mancato rispetto dell’accordo da parte del borgomastro-sindaco marca una assoluta incongruità relazionale entro la quale il vero e il falso diventano il medesimo nell’inganno, mostrando la presuntuosa e assoluta negazione del vero come del falso. Il “non-pagamento” corrisponde all’attestazione di “non-esistenza” dell’obbligo (che era stato pattuito), ma siccome il nulla è sempre qualcosa l’azione del “Pifferaio Magico” è come non-determinabile al di fuori dell’accordo-contratto, né lo è tanto meno da parte del borgomastro-sindaco. Il “Pifferaio Magico” asporta il futuro della città di Hamelin perché in essa città il futuro è soggetto all’irrazionalità decisionale. Indipendentemente dai bambini, i quali sono e rappresentano solo una metafora, senza nessun antagonismo con gli adulti né con i ratti.

I “bambini” e il “Pifferaio” sono la cosa stessa e la stessa cosa: la realtà innocente e inesorabile.

Édouard Manet, Il Pifferaio.

Eric Bandini, 23/07/2022

OTIUM OMNIA VINCIT