Morte dell’arte

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14 febbraio 2026

È deceduto lo scorso anno (2025) l’artista – pittore – scozzese Jack Vettriano, qualcuno che anche i non esperti d’arte – quale lo scrivente – forse hanno sentito nominare per via di quell’opera dal titolo evocativo e immaginifico «The Singing Butler», e che appare qui e là come immagine in alcune ricerche sul web.

Jack Vettriano, The Singing Butler (immagine come reperita nel web)

È un bel quadro? All’autore di questo articolo piace, ma è solo un’opinione, e l’argomento di questo scritto non è l’opera «The Singing Butler» in sé come riferimento. L’opera rappresenta piuttosto, nella opinione dello scrivente, una posizione metaforica per dichiarare la morte dell’arte, ma occorre procedere con un certo brevissimo ordine.

La “morte dell’arte” è stata dichiarata più e più volte nel corso degli ultimi 200 anni, forse il primo a farne menzione è il filosofo Hegel, ma non si pretende di andare così lontano nel tempo, né nel concetto. In tempi relativamente recenti basta citare Piero Manzoni, e chi ne ha voglia può fare ricerche sul web in merito all’artista italiano (Piero Manzoni, 1933 – 1963).

Piero Manzoni, Merda d’artista (immagine come reperita nel web)

Per tornare all’argomento di cui, ovvero la morte dell’arte e Jack Vettriano pittore scozzese, si fa qui riferimento ad un articolo apparso sul Corriere della Sera (lo scorso anno [2025]) dal titolo “Morto Jack Vettriano, il pittore del «Singing Butler»” in cui si citano, oltre all’opera in sé in riferimento all’autore della medesima, anche alcuni fatti apparentemente sconnessi, tanto in riferimento all’opera quanto all’autore.

Vivente l’artista – Jack Vettriano – l’opera, «The Singing Butler» (opera del 1992), fu venduta all’asta nel 2004 per =744’500,00= sterline. È molto? È poco?

Banksy, Crude Oil (immagine come reperita nel web)

Riporto qui di seguito, verbatim, dall’articolo del Corriere della Sera citato all’inizio di questo scritto: «Per uno strano caso del destino, quello stesso mercato che è stato il successo e la maledizione di Jack Vettriano lo celebra proprio ora, il 4 marzo (2025), mettendo all’asta da Sotheby’s a Londra “Crude Oil”, rivisitazione firmata nel 2005 dal grande trasgressore ( ? [il punto interrogativo è dell’autore di questo articolo]) Banksy di The Singing Butler: base d’asta (non certo irrilevante) tra i 3 e i 5 milioni di sterline.»

È troppo? È molto troppo? (Sì, lo so che grammaticalmente è un errore, ma l’autore di questo scritto è scrittore, fornito di licenza poetica)

Non è questione di denaro, l’arte è morta nel semplice assunto che la vignetta vale di più dell’opera originale, ovvero la morte dell’arte.

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Eric Bandini: 14 febbraio 2026

P. S.: se tanto mi dà tanto la vignetta che segue dovrebbe (???) valere mooooolto di più.

Una scena che rappresenta una coppia che balla sotto un ombrello, mentre in lontananza due uomini in tuta protettiva spruzzano un aerosol, con una nave in background.