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Degli inutili misteri
Strappati all’abisso,
Di ricorrenti voci,
Di esaltate credenze,
L’ossessiva onda ricopre
Incessante il vano
E sotto quel falso piano
Millenari silenzi vuoti
Si propongono al richiamo.
Grida di stupore al mondo
E fa strepito in girotondo
L’infante meraviglia
Della scienza che tutto artiglia
E come sabbia fra le dita
Osserva il fuggire della vita.
Rumore specchio di se stesso
Che vede la storia e non l’adesso.
Avrà di sé poca famiglia
Il millantato sapere
Di scarni mondi colorati
Gridati al buio profondo.
L’equanime abisso non si sonda,
Crederci è morire
E nel morire il sapere affonda.
La vita è lì, fra il vento e l’onda.