romanzo a puntate (26)

Copyright © Eric Bandini 2010
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Questo romanzo, ambientato fra Milano e Genova nel luglio del 2001, è un’opera di fantasia. I personaggi, i luoghi nominati e gli eventi che vi si svolgono sono inventati, gli eventi e le persone eventualmente reali, che fanno da sfondo alla narrazione come ai personaggi, sono tratti da fatti di cronaca riportati dai notiziari o dai quotidiani e liberamente interpretati a fini creativi e immaginari. Ogni altro e qualunque riferimento a persone, luoghi, cose, eventi realmente esistiti o esistenti è puramente casuale e/o esclusivamente funzionale ai fini immaginari della narrazione. Ogni deduzione o interpretazione storica, filosofica o letteraria è meramente funzionale alla narrazione romanzesca quale opera di fantasia.

Una storia italiana
Capitolo XXVI°
(26)
Milano
Venerdì, 20 Luglio 2001
Il commissario Bellosi guardava stranito e distratto una coppia di turisti che parevano disegnati da un vignettista, lui in bermuda, canotta e sandali con il calzino corto, lei con un cappello di paglia a tesa larga che pareva Silvana Mangano in Riso amaro e un paio di shorts che mostravano delle magnifiche cosce e si domandava dov’è che finisce la realtà e inizia la comicità senza cercare ne aspettarsi di trovare una risposta, in fondo, nell’esercizio delle sue funzioni la vita qualche l’aveva stupito e non riusciva a capacitarsi di come la maggior parte dei suoi colleghi si ostinassero nel cliché dello sbirro, gnorri e ottuso, quando la realtà delle cose, anche quelle tristi e penose ti dà maniera di girarci intorno o di elaborare meditazioni, di fantasticarci sopra, ricamarci qualcosa di diverso anche se magari non divertente.

La coppia di turisti passò oltre lungo la strada e dall’interno del bar dove si trovava gettò uno sguardo alla televisione che trasmetteva notizie dal G8 di Genova e la cosa non gli piaceva, pensò che se fosse andata avanti così, e da come buttava non avrebbe potuto andare diversamente, qualcosa di brutto sarebbe successo, gli parve che i suoi colleghi stessero dando l’idea che i poliziotti sono individui antiuomo, cosa per la quale sarebbero stati odiati, in special modo dai partecipanti a quelle manifestazioni, poi una voce lo trasse dalle sue meditazioni, Rino, in compagnia di Aldo che lo aspettava in macchina, era venuto a disturbarlo nella sua pausa di mezzogiorno e in questi casi si trattava certamente di un’urgenza, poiché non si sarebbero sognati di entrare nella giurisdizione del suo intervallo giornaliero durante il quale staccava completamente la spina da ciò che erano le attività del commissariato.

In realtà però usava questo espediente per ripensare a ciò che doveva fare lontano dall’assillo dei colleghi e dei superiori, un modo di riordinare i pensieri in maniera completamente diversa e magari irrazionale per verificare aspetti e congetture che normalmente non vengono presi in considerazione per il continuo sovrapporsi delle cose da fare e in quel frangente le cosce della turista lo avevano indotto a fantasticare ipotesi su certe informazioni di cui era stato messo a parte riguardo a certe indagini che stava svolgendo per conto del dott. Gridero, magistrato inquirente su attività di spaccio e usura, partite da investigazioni intorno ad un certo Cazzarola Walter, incensurato gestore di oscure imprese da cui pareva ricavare un reddito troppo elevato, benché molto difficilmente collegabile, e che avevano destato sospetti ulteriori quando le indagini sulle persone da lui conosciute e le intercettazioni telefoniche relative, sebbene stringate al minimo indispensabile, mettevano in comunicazione il soggetto con una piccola schiera di tipi poco raccomandabili e altri individui sconosciuti alla Giustizia che non si capiva ancora bene come vi si collegassero ma di sicuro, volenti o nolenti, facevano parte del business.

La cosa aveva preso accelerazione il giorno precedente quando un certo interesse e un movimento correlato pareva avere preso corpo attorno all’esistenza di una persona, una ragazza in particolare, di cui certi non ben identificati informatori li avevano messi a parte della relazione che era a suo tempo intercorsa fra il sunnominato Cazzarola e questa misteriosa ragazza, che i subalterni non erano riusciti ad individuare o collegare ad una persona fisica in carne ed ossa, l’unica cosa che il sottobosco dell’informazione malavitosa era riuscita a produrre era una mitica bellezza di questa donna che doveva altresì essere anche giovane, sennò il Cazzarola Walter non se la sarebbe filata punto, poiché nessuna informativa pareva segnalare ricchezze o proprietà della ragazza tali da destare l’avidità professionale del tipo inquisito. Le informazioni circa le indagini su intercettazioni telefoniche gli pervenivano quasi in tempo reale tramite l’ufficio del dott. Gridero, coordinatore delle indagini, a cui facevano capo i professionisti della sorveglianza telefonica e dalla nottata appena trascorsa erano arrivate novità che necessitavano di un briefing di aggiornamento.
Rino Casati non entrò nemmeno nel bar, dalla soglia della porta Rino si limitò a chiamarlo Dotto’, scimmiottando un burocratismo romanesco, e poi andò ad aspettarlo in macchina dov’era rimasto Aldo. Dottore il Bellosi lo era, in legge per la precisione, ma la burocrazia aveva sempre rappresentato un ostacolo per le sue attitudini ed era entrato in Polizia con mire di una successiva carriera in magistratura, che si era rivelata essere molto più burocratica di quanto potesse sopportare e dopo una prima bocciatura ad un concorso non ci aveva più ripensato rifugiandosi nel variegato mondo delle indagini che la sua professione comportava, come se avesse trovato più interessante la vita vista dal rovescio piuttosto che da un punto più elevato. In un certo qual modo la cosa lo appagava e per altro verso lo frustrava, si sentiva come in bilico nella tensione della sua esistenza senza sapere cosa decidersi a fare e per il momento si accontentava di fare al meglio ciò che gli veniva ordinato di fare lasciando libero sfogo alla sua fantasia.

Uscì dal locale gettando un ultimo sguardo alla televisione, dal cui teleschermo un giornalista introduceva sorridente argomenti e notizie di altro tipo e infilandosi gli occhiali da sole raggiunse i suoi collaboratori presso una vettura di servizio senza insegne; ecco un’altra cosa che gli piaceva, osservare i suoi clienti da un punto di vista informale consentito dalla legge stessa, una specie di potere nascosto sulla vita altrui, niente divisa, niente auto ufficiali, niente formalità con le persone tranne quando sapevano con chi avevano a che fare; non era il Potere, ma per lui un modo di osservare l’argomento come dall’esterno.
– Il dott. Gridero ha telefonato dicendo che ci sono novità importanti e che forse bisogna agire subito.
Il Bellosi non disse nulla, fece un cenno col capo a Rino che Guidava e che aspettava un suo cenno osservandolo nello specchietto retrovisore e si lasciò trasportare all’ufficio del Dott. Romeo Febo Gridero, giudice di indagini preliminari sull’inquisizione iniziata a carico di un commerciante incensurato, intercettato per una partita di droga che avrebbe dovuto consegnare a emeriti sconosciuti. Rimasti a bocca asciutta per mancanza di indizi e prove a suo carico, nonché per l’improvvisa sparizione della merce che ritenevano di dover trovare in un certo luogo, gli inquirenti se l’erano legata al dito e avevano allargato lo spettro delle indagini per verificare se e cosa ci fosse sotto, e qualcosa c’era ma era tutto così contorto e intricato che tutto ciò che avevano ottenuto fino ad allora era stato un incremento dell’uso di Maalox® e di Citrosodina®. Nell’opinione del Bellosi il dott. Gridero era una persona positiva che faticava forse un po’ a reprimere quel senso di frustrazione di chi sta sempre all’inseguimento e non acchiappa mai e quando acchiappa ti arriva un avvocato sconosciuto che si aggrappa a tutti i cavilli possibili e pur non ottenendo molto ti fa sentire come se avessi accusato un bimbo del furto di un lecca-lecca, quando per le sue stanze e sotto le sue indagini passavano certi figuri che parevano usciti dall’album di foto ricordo del Lombroso.

Di norma le intercettazioni ambientali, che il Bellosi chiamava Telecom® Services, venivano erogate dietro richiesta contestualizzata e corredata da presupposti consistenti, che nel caso non esistevano ma il guazzabuglio era parso di tali proporzioni che una sbirciatina pareva d’obbligo e così, un po’ di riffa e un po’ di raffa avevano ottenuto l’avvallo dal tribunale con in mano solo pochi indizi a carico di un certo numero di persone che forzatamente dovevano avere un nesso, una parte della loro vita in comune fra loro e per scopi ostili alla Società; i Telecom® Services vennero messi in funzione su certi numeri di telefono che erano riusciti a mettere in connessione con alcuni sospettati, poi si sa come vanno le cose, Tizio telefona a Caio che telefona a Sempronio, ecc., ecc., s’era venuto a formare un dossier che pareva un tentativo di imitazione di Echelon, senza che alcunché di veramente concreto fosse emerso, ed ora se il Dott. Romeo Febo Gridero lo voleva alla sua presenza urgentemente qualcosa doveva essersi smosso.
Nel breve tragitto il Bellosi chiese ai suoi ragazzi, senza rivolgersi a qualcuno in particolare:
– Vi hanno detto per che cos’è?
– Operazione Oudini – disse Rino senza staccare gli occhi dalla strada.
– Il fritto misto – corresse Aldo voltandosi verso di lui con uno sguardo che tentava di mascherare la complicità di quel soprannome che avevano appioppato al nome in codice ufficiale, Operazione Oudini, per l’appunto, che tentava di sondare i fondali melmosi degli affari del Cazzarola senza che avessero esatto sentire dell’importanza del Walter nell’intera faccenda.

Il Bellosi si rilassò contro lo schienale per quello che gli consentiva lo spazio dei sedili posteriori della Fiat Tipo® e si distrasse guardando fuori dal finestrino.
Il tragitto non era lungo e in breve furono al cospetto del dott. Gridero, che dicendo loro di sedersi cominciò a scartabellare fra masse di fogli che stavano sul suo tavolo estraendone uno che si dispose a leggere agli agenti senza porre di mezzo cerimonie.
– Questa non è ancora la trascrizione ufficiale, è uno stringato riassunto di alcune telefonate intercettate fra ieri sera e praticamente adesso, l’ultima telefonata rilevata è di un’ora e mezzo fa e stavolta pare che abbiamo pescato qualcuno di importante. Dunque ieri sera questo Cazzarola ha fatto alcune telefonate, talmente misere che non servirebbero a nulla ma è praticamente certo che sta sulle tracce di qualcuno che gli preme parecchio e pare che sia una ragazza, una giovane donna che si trova, o meglio si trovava, presso un alloggio popolare nella città di Monza, l’indirizzo lo ha fornito lui stesso a qualcuno a cui ha ordinato di sorvegliare il posto. Adesso però la cosa si complica, perché a tirare fuori la ragazza non è stato lui o qualcuno dei suoi sgherri ma personale del Comune di Monza, addirittura i vigili urbani che avrebbero accompagnato questa donna negli uffici comunali, non sappiamo per quale ragione però da lì è stata spostata in un altro posto dove c’era una persona molto importante ad aspettarla e a quest’ora dovrebbe essere in sua compagnia.
Il dott. Gridero fece una pausa e guardò il commissario Bellosi che tenne il suo sguardo fisso su di lui come a sottolineare la richiesta di continuare con la sua esposizione perché la cosa stava prendendo una piega interessante e il dott. Gridero non si fece pregare.
– Bene, il Cazzarola questa mattina è stato visto entrare in un negozio molto speciale dove oltre alla normale merce in vendita vengono erogati servizi particolari, sapendoli richiedere e potendo permetterseli. E fin qui sarebbe tutto normale, o quasi, se non fosse che nel medesimo negozio è stato raggiunto da un noto personaggio – e qui il dott. Gridero fece una pausa passando in rassegna il suo uditorio per sincerarsi che capissero e che ne capissero anche l’importanza –. Questa persona è ColuiIlQuale.

A sentire questo nome il commissario Bellosi si agitò lievemente sulla sedia presentendo in qualche maniera una pressione sulla sua attività professionale, mentre i suoi subalterni si scambiarono un’occhiata che era al tempo sorpresa e preoccupata.
– Non abbiamo certezza che questi due si siano parlati ma qualcosa abbiamo fatto per verificare. Dietro mio ordine una pattuglia in borghese del commissariato di Monza ha controllato la situazione e ha potuto accertare che questa ragazza si trova ora in compagnia di ColuiIlQuale. Ed ora è necessario tirare un po’ di somme. ColuiIlQuale è necessariamente in contatto con questo Cazzarola ed entrambi sono connessi alla ragazza in qualche maniera, e fin qui è solo questione di donne, ma se è vero che una mano lava l’altra, e qui se ColuiIlQuale e il Cazzarola si sono rimpallati la donna certamente lo hanno fatto sulla base di precedenti contatti, occorre che agiamo in fretta per scoprire che cosa c’è dietro a tutto questo, senza contare che un po’ di gente benpensante e moraleggiante vedrebbe di buon occhio l’estinzione dell’attività collaterale di questa buona donna di nome Wanda. Un’ultima cosa, Questo Cazzarola ha ricevuto ulteriori informazioni da un giovane avvocato che lavora per uno studio affermato, quindi niente *******, sennò ci fanno a fettine. Un’altra cosa ancora, Questo Cazzarola usa poco il telefono perché usa spesso quello delle sue vittime, per cui abbiamo qualche buco nelle sue informative e sulle sue connessioni ma questa mattina intorno alle nove si trovava presso un’altra attività commerciale, ed è esattamente lì, stando alle localizzazioni del suo cellulare, che ha ricevuto informazioni da quel giovane avvocato ed è certamente il caso di cominciare a verificare la situazione del proprietario di quell’attività e di altri clienti di questo Cazzarola. Comunque una cosa per volta, per primo verifichiamo dov’è questa ragazza e quale connessione c’è fra Cazzarola e ColuiIlQuale così da mettere insieme qualcosa di solido da poter istruire un’inchiesta seria e che regga alla prova di un processo, perché qui c’è del losco a sufficienza per mettersi in moto seriamente e chiamare in causa un po’ di gente. La prima cosa da esaminare sono le vicendevoli intenzioni del Cazzarola e di ColuiIlQuale e a mio parere quest’ultimo prima o poi dovrà accompagnare questa misteriosa ragazza dal trafficante. Non ho elementi per dire una cosa del genere ma tutta la fretta e l’azione diretta del soggetto dimostrano che su quella donna quel tipo ha degli interessi che vanno oltre i sentimentalismi o lo sfruttamento della prostituzione, sembra qualcosa di molto importante su cui ha impegnato sé stesso in prima persona e bisogna scoprire quali sono le sue mire. Inutile dire che le intercettazioni continuano, anche se danno scarsi risultati, però qualcuno dei suoi compari l’abbiamo individuato
Ed allungò al commissario Bellosi un paio di fotocopie di schede segnaletiche che ritraevano Ahmed di fronte e di profilo con allegata una pagina dov’erano elencate le prodezze che gli erano valse un paio di soggiorni dietro le sbarre, oltre ad una foto in bianco e nero di Urfeo colto per strada in un momento anonimo della sua vita e sotto la foto stavano scritti semplicemente i suoi dati anagrafici e in fondo in maiuscolo la dicitura INCENSURATO. Poi mostrò loro la foto del Cazzarola, pure quella in bianco e nero, in mezzo ad altre persone, distratto da qualcuno a cui pareva sul punto di voler dire qualcosa e sotto la foto le informazioni del medesimo genere dell’Urfeo, incensurato pure lui. Ci fu una breve pausa mentre il commissario Bellosi esaminava le foto insieme ai suoi collaboratori, quindi il dott. Gridero con una nota ironica nell’intonazione domandò:
– Come hanno fatto a farla franca fino ad oggi? Ho riscontrato diverse informazioni su rapporti di differenti agenti che indicavano questo Cazzarola come tipo subdolo e pericoloso nonché sospetto di traffici con sostanze stupefacenti e nessuno ha mai preso sul serio queste notizie, sono state sparpagliate per diversi uffici con differenti gradi di urgenza, una cosa talmente casuale e fortuita che si stenta a crederlo. A volte mi chiedo contro chi stiamo indagando.
Il commissario Bellosi fece uno sguardo vacuo fissando un punto inesistente sulla scrivania del dott. Gridero mentre Rino, terminato l’esame delle schede segnaletiche le riponeva fra altre carte sparse. Il dott. Gridero si affrettò a raccoglierle per inserirle in una cartella dicendo:
– Prima di andare via ve ne fate una copia e le tenete per voi, SOLO PER VOI – e disse queste ultime tre parole con un’enfasi particolare che smentiva ogni ipotesi di fiducia nei suoi colleghi e subalterni all’interno dell’edificio e di certo anche fuori.
Il commissario Bellosi, sempre fissando lo stesso punto inesistente disse a mezza voce:
– Considerato il calibro del soggetto che stiamo per indagare non sarebbe da escludere l’ipotesi di finire a ruoli invertiti – ed alzò sul dott. Gridero uno sguardo rassegnato e interrogativo.

– Abbiamo il dovere di sondare questo letamaio e lo faremo. Cercheremo di tenere separate le diverse disposizioni in modo che risultino incongrue fra di loro.
– Ma avete già dato un nome all’operazione, di certo ne sono già al corrente certe persone e gli eventuali poteri che sono in gioco.
– Non conoscono tutti i dettagli, che sono al momento solo nella mia testa e in parte nella vostra, avete dei suggerimenti?
– Bisognerebbe sapere qual è il punto più debole.
– Beh, questo non è difficile, ColuiIlQuale, è l’unico che ha concretamente qualcosa da perdere, l’unica cosa che conta per un politico, la credibilità.
– Quindi? – interloquì Aldo con una faccia curiosa.
– Direi che fargli sentire il fiato sul collo potrebbe essere un buon inizio, potrebbe indurlo a scoprirsi e a mostrarci qualche relazione che ancora non conosciamo – concluse il magistrato.
– Pressiamo su quella Wanda?
– No, sarebbe un attacco troppo laterale, lui sa che certe cose si sanno e a quali livelli, si sentirebbe garantito da altri clienti della donna, non si va a stanare un vespaio come quello direttamente. No, puntiamo dritto su di lui, dobbiamo lasciargli credere che sia isolato e scoperto, non proprio tradito ma un po’ dimenticato dai suoi soci di baldoria, deve temere di essere il solo a pagare, perché se ne mettiamo insieme alcuni la forza legale che potranno mettere in campo ci stende prima di arrivare in aula. Gli altri, il Cazzarola e i suoi accoliti, beh, quelli non hanno paura della Giustizia, in qualche angolo della loro testa sanno già che prima o poi ci dovranno fare i conti, magari non direttamente, come probabilmente hanno fatto fin’ora ma sono consapevoli, scaltri e senza timore alcuno. ColuiIlQuale secondo me è il punto debole.
– Siete proti a rischiare il posto di lavoro e la pensione? – disse il commissario Bellosi guardando alternativamente Aldo e Rino.
– Se è proprio necessario…
– Speriamo di no – fece eco Rino.
– Per prima cosa? – chiese il commissario Bellosi al magistrato virando dal tono scherzoso a quello professionale.
– Fatevi vedere da ColuiIlQuale, casualmente, incidentalmente, ma fategli capire che state girando intorno ai suoi sollazzi, che state calpestando il suo giardino di Boboli. Il modo non vi mancherà, prima di uscire da questo ufficio leggetevi attentamente i documenti che sono in questa cartella, sono tutte notizie sulle attività ufficiali e non di ColuiIlQuale relative alla sorveglianza diretta alla tutela della sua persona, fatevi un’immagine del soggetto, della sua vita, delle persone che incontra, deve mangiare la foglia un po’ alla volta, senza ingoiarla tutt’intera, deve farsi l’idea della minaccia tratto a tratto, perché si senta sempre più solo. Per quello che riguarda le sue, per ora eventuali, amicizie malavitose incaricherò altri agenti se disponibili. Ricordatevi che lo scopo non è quello di incastralo da solo ma di mettere in luce quella trama di porcherie che alimenta questa tresca di usura, traffico di droga e prostituzione, prima dobbiamo capire e poi agire. Partite da ColuiIlQuale, le sue abitudini, le sue conoscenze, i suoi movimenti qui a Milano, cercate di scoprire ogni possibile dettaglio.

Prossimamente il ventisettesimo capitolo