Articolo di Eric Bandini, 01/04/2026
Copyright Eric Bandini, ericbandini.com
Altri articoli di Eric Bandini, su questo sito: ericbandini.com

Non ci si pensa mai. Non lo si considera mai, eppure la vita su questo pianeta, considerato «il Cosmo», è una cosa veramente rara e delicata.
Fatta la tara dell’estensione coperta dagli oceani l’area terrestre veramente vivibile è stimabile, ottimisticamente, in circa il 30%, e se si tolgono i deserti, le catene montuose elevate, le zone impraticabili per qualunque ragione, forse ne resta “vivibile” il 15%. A qualcuno gliene importa qualcosa?

Pare di no, o almeno ci si interessa di ciò unicamente per i propri interessi dimensionati nel raggio spazio-tempo della propria esistenza.
Lo spessore dell’atmosfera è così fragile e sottile che il solo guardarlo (in foto [vedere sotto]), per quanto affascinante, mette a disagio.


Si vive ignari come se “il mondo” fosse un luogo indiscutibile e indubitabile, tanto quanto sfruttabile illimitatamente. Si guarda alle distanze “terrestri” come dimensioni “mondiali”, ignorando che questo mondo è una piccola insignificante palla di roccia e acqua nell’infinità dell’Universo.
Ancora qualcuno crede nel jet-set, laddove i VIP, ovvero coloro che possono assimilarsi a ciò che era il jet-set negli anni 60, ora si muovono su jet privati.

Per gli altri i voli bestiame, con gli aeroporti affollati, le file per l’imbarco, gli scioperi, le attese, il caro biglietto – che non è la cartolina d’antan che si mandava a Pasqua e a Natale – le perquisizioni, il controllo ai raggi X, eccetera.
La potenza meccanica è ingenuamente associata ad una superflua necessità di spostamento, come se il Grand Tour fosse a portata di tutti, ove turista è solo la definizione volgar popolare di coloro che nel tardo XIX e inizio XX secolo potevano permettersi il Grand Tour; i Tour-isti appunto.

La delicata esistenza del Pianeta Terra non è solo questione di turismo, pericoli maggiori sono impliciti in un desiderio di dominio che produce armi nucleari.
Laddove la distruzione della Palla Terra può inesorabilmente provenire da quell’Universo nero, infinito e assoluto, che è solo a pochi chilometri sopra le nostre teste, benché noi lo si creda «il cielo azzurro».

Una Grande Boria induce presunzione, provate a guardare il cielo, e pensate che pochi chilometri sopra di voi inizia il Cosmo, un Nulla che è sempre qualcosa che Nulla e nessuno può contrastare.

Immagini reperite nel web, o generate da I. A.
Altri articoli di Eric Bandini, su questo sito: ericbandini.com
Eric Bandini, 1 Aprile 2026