La Grande Boria

Articolo di Eric Bandini, 01/04/2026

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Immagine della Terra vista dallo spazio, con particolare enfasi sull'Africa e gli oceani circostanti.

Non ci si pensa mai. Non lo si considera mai, eppure la vita su questo pianeta, considerato «il Cosmo», è una cosa veramente rara e delicata.

Fatta la tara dell’estensione coperta dagli oceani l’area terrestre veramente vivibile è stimabile, ottimisticamente, in circa il 30%, e se si tolgono i deserti, le catene montuose elevate, le zone impraticabili per qualunque ragione, forse ne resta “vivibile” il 15%. A qualcuno gliene importa qualcosa?

Diagramma che mostra la distribuzione delle superfici della Terra, evidenziando che il 71% è coperto da oceani e il 29% da terra, con percentuali specifiche per oceano costiero, Antartide, pascoli, terre coltivate, foreste e altre categorie.

Pare di no, o almeno ci si interessa di ciò unicamente per i propri interessi dimensionati nel raggio spazio-tempo della propria esistenza.

Lo spessore dell’atmosfera è così fragile e sottile che il solo guardarlo (in foto [vedere sotto]), per quanto affascinante, mette a disagio.

Una vista della luna nel cielo scuro, sopra la curvatura della Terra e le nuvole.
Vista del tramonto dalla stazione spaziale, con sfumature di arancione, blu e nero nel cielo.

Si vive ignari come se “il mondo” fosse un luogo indiscutibile e indubitabile, tanto quanto sfruttabile illimitatamente. Si guarda alle distanze “terrestri” come dimensioni “mondiali”, ignorando che questo mondo è una piccola insignificante palla di roccia e acqua nell’infinità dell’Universo.

Ancora qualcuno crede nel jet-set, laddove i VIP, ovvero coloro che possono assimilarsi a ciò che era il jet-set negli anni 60, ora si muovono su jet privati.

Un gruppo elegante di persone in abbigliamento vintage si trova vicino a un aereo, con una donna bionda in abito bianco al centro, circondata da amici che sorseggiano cocktail.
Jet-Set anni 60

Per gli altri i voli bestiame, con gli aeroporti affollati, le file per l’imbarco, gli scioperi, le attese, il caro biglietto – che non è la cartolina d’antan che si mandava a Pasqua e a Natale – le perquisizioni, il controllo ai raggi X, eccetera.

La potenza meccanica è ingenuamente associata ad una superflua necessità di spostamento, come se il Grand Tour fosse a portata di tutti, ove turista è solo la definizione volgar popolare di coloro che nel tardo XIX e inizio XX secolo potevano permettersi il Grand Tour; i Tour-isti appunto.

Un gruppo di persone in abiti storici davanti alla Sfinge e alle piramidi in Egitto, con cammelli e ombrellini.
Grand Tour

La delicata esistenza del Pianeta Terra non è solo questione di turismo, pericoli maggiori sono impliciti in un desiderio di dominio che produce armi nucleari.

Laddove la distruzione della Palla Terra può inesorabilmente provenire da quell’Universo nero, infinito e assoluto, che è solo a pochi chilometri sopra le nostre teste, benché noi lo si creda «il cielo azzurro».

Una Grande Boria induce presunzione, provate a guardare il cielo, e pensate che pochi chilometri sopra di voi inizia il Cosmo, un Nulla che è sempre qualcosa che Nulla e nessuno può contrastare.

Una vasta immagine del cielo notturno, costellata da innumerevoli galassie e stelle luminose su uno sfondo nero.
This view of nearly 10,000 galaxies is called the Hubble Ultra Deep Field. The snapshot includes galaxies of various ages, sizes, shapes, and colours. The smallest, reddest galaxies, about 100, may be among the most distant known, existing when the universe was just 800 million years old. The nearest galaxies – the larger, brighter, well-defined spirals and ellipticals – thrived about 1 billion years ago, when the cosmos was 13 billion years old. The image required 800 exposures taken over the course of 400 Hubble orbits around Earth. The total amount of exposure time was 11.3 days, taken between Sept. 24, 2003 and Jan. 16, 2004.

Immagini reperite nel web, o generate da I. A.

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Eric Bandini, 1 Aprile 2026