Romanzo di Eric Bandini
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Questo romanzo ripensa e ripercorre il noto romanzo del Manzoni, I promessi sposi, spostando la collocazione storica, come l’ambientazione narrativa, dalla Milano della peste al contemporaneo ambito storico dell’ano 2001, quasi ancora attuale, benché un quarto di secolo sia già trascorso.
La struttura di questo romanzo non è fondata sul tempo (I promessi sposi del Manzoni sono stati considerati il primo [e forse unico] romanzo storico della letteratura italiana), che in questa narrazione diviene una cronologia immediata, ovvero, un incalzare di eventi sollecitati dai personaggi coinvolti, come una immediatezza che insegue la sua stessa narrazione, per cui il tempo narrativo è scandito dall’azione dei personaggi stessi.

Qui di seguito si dà una possibile sinossi.
Un ripensamento in chiave contemporanea della nota opera del Manzoni, “I promessi sposi”, con le sfumature del poliziesco, senza omicidi ma con molti intrallazzi.
La struttura narrativa dell’opera del Manzoni è mantenuta (la rivolta del pane a Milano è qui la rivolta del G8 a Genova nel luglio del 2001), tanto quanto nei personaggi.
Don Abbondio è qui un tossico dipendente (Bonbon), studente e compagno di Germano (Renzo) e Mina (Lucia), e ha la sua Perpetua in Bruna, una quasi quarantenne che si intrallazza con gli studenti, in combutta con altri equivoci personaggi.
Frà Cristoforo diviene Fosco Trifarro, aspirante insegnante universitario, con trascorsi giovanili che un poco lo collocano e un poco lo adombrano.
Don Rodrigo, il personaggio centrale e trascinante, diviene «il Cinese», che non è della Cina, ma è di Gallarate, ed è il pericoloso trafficante, strozzino, sfruttatore, eccetera, che mette in moto il vorticare del mondo attorno a Mina.
La “monaca di Monza” diviene in questo romanzo una aspirante ex prostituta, Fernanda, in riabilitazione presso Monza, presso cui ripara Mina (Lucia) inseguita dalle attenzioni del Cinese.
Non manca la madre di Lucia – Mina, che qui non è quella figura ingenua e gentile dipinta dal Manzoni –, non manca l’Innominabile, che si troverà nominato a suo detrimento, non manca la “peste”, un vorticoso giro di pedinamenti, sfruttamenti, intrallazzi, eccetera.
Non mancano Donna Prassede e Don Ferrante, due loschi adescatori e sedicenti adoratori dell’occulto, né il Cardinale Borromeo, qui il Dott. Gridero, inquirente.
Non manca nulla.
Eric Bandini
Questo romanzo è stato pubblicato per la prima volta a puntate sul sito web dell’autore – ericbandini.com – dall’ottobre 2020 al dicembre 2020, ed è nuovamente è reso disponibile (in forma di articoli/capitoli come pubblicati nel 220) in occasione del Salone del libro di Torino (2026) presso cui il romanzo è stato ammesso in versione a stampa, insieme al saggio letterario «Samuel Beckett – Uno studio. I romanzi e il teatro di Samuel Beckett spiegati in dettaglio».